La neve, i ghisa, i barboni: la Milano di Angelo Mereu

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Angoli e momenti inaspettati nelle pellicole dello street photographer.

Angelo Mereu è uno street photographer, e Milano è per lui “lo zoo della fotografia”, dove si aggira rubando scatti di vita quotidiana. Nato a Dorgali, in provincia di Nuoro, Mereu ha lasciato la Sardegna nel 1964 per trasferirsi a Milano dove ha iniziato a lavorare prima come architetto, poi come designer del gioiello. Curioso per natura e dotato di una particolare sensibilità, Mereu alla fine degli anni 70 si è appassionato di fotografia: “Ho comprato la mia prima Nikon dopo aver visto la mostra di Ansel Adams e dopo aver letto Il libro della fotografia di Andrea Feininger” ricorda Mereu. Negli anni successivi ha sperimentato diverse tecniche fotografiche tra cui l’infrarosso (per la quale ha messo a punto tra i primi una tabella tecnica con tempi per l’esposizione) e la fotografia con cellulare, diventando uno dei pionieri del genere.

Ma la sua grande passione resta la Leica, che nasconde in tasca mentre gira per le strade della città. Attento all’evoluzione del costume, immortala scene di vita quotidiana e personaggi che animano la scena culturale milanese regalando una documentazione spontanea e realistica. “La città si racconta con quartieri e persone, muovendosi in essa, oltrepassando le transenne”, spiega Mereu.

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Il centralissimo angolo fra Via Broletto e Via dell’Orso, con le sue strade che s’incrociano, i tram, il traffico e il celebre Muro di Armani ha da sempre attirato l’attenzione del fotografo.
Quel cartellone era come un grande schermo cinematografico” aggiunge Mereu, “catturava lo sguardo”. Negli ultimi dieci anni Mereu ha svolto un lavoro di ricerca e di interpretazione di quel murale, utilizzandolo come sfondo per raccontare episodi di vita metropolitana. Un gioco di rimandi, allusioni e situazioni bizzarre, che mescola la vita reale e l’immagine fotografica lasciando trasparire la tensione emotiva di chi, inquadrando un particolare, vuole riuscire a comprendere tutta la verità.

Nella serie intitolata “La mia Milano”, Mereu mostra la bellezza della città e dei suoi abitanti, un regalo prezioso riservato a chi ha dedizione e curiosità per saperlo cogliere. Tra i tanti scatti in bianco e nero, compare la figura del ghisa intento a dirigere il traffico sotto una copiosa nevicata. Mereu coglie i gesti armonici del vigile intento a dirigere il traffico, come se la neve che gli cade addosso non esistesse. Ritrae i barboni sdraiati negli angoli della città, i commercianti e la stazione centrale immersa in una corrente di folla, in arrivo e in partenza. Gioca con il chiaroscuro delle scalinate di Brera e con gli elementi architettonici di Palazzo Marino, coperto dal telo della ristrutturazione. Mereu coglie la magia di quella piccola figura che cammina lungo il tetto e che si staglia contro il cielo come un funambolo sospeso nel vuoto.

Angelo Mereu ha riunito le sue due passioni : i gioielli e la fotografia nel suo negozio di Via Solferino 22 (Giolina e Angelo) dove custodisce ed espone la sua raccolta.

4 Commenti

  1. Che belle foto, grazie per avermele fatte scoprire… Che bello poter scoprire artisti non conosciuti ai più! Continuate così!!!

  2. Anche la tanto criticata Milano nasconde tante bellezze…visibili soltanto a chi come Angelo ha la sensibilità di saperli scovare. Grazie ad OFF per i contenuti sempre interessanti che propone (spt nelle sezioni Cinema e Arte, un pò carenti a mio parere le altre). Fabio

  3. Angelo é una persona meravigliosa e rara. Andare nel suo negozio é ogni volta un immersione di creativitá. Brava Federica che hai deciso di raccontarlo!

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