Claudia Cantisani il nuovo pop jazz

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La cantante pubblica il primo disco e conquista il Blue Note di Milano.

di Antonio Lodetti

È reduce da un grande concerto al “Blue Note” di Milano, il che vuol dire, per lei, la laurea all’Università del jazz. Ma Claudia Cantisani, 32enne dalla voce colorita e rotonda, non si monta la testa e continua il suo percorso artistico nel segno dell’amore per la musica.

Ha appena pubblicato l’album “Storie d’amore non troppo riuscite”, che personalizza e rinnova un linguaggio – tra ballata d’autore e jazz – tipico del Sergio Caputo dei momenti migliori.

Del resto Claudia nasce come cantante lirica e ondeggia tra la passione per la musica colta e quella popolare. «Amo soprattutto Cole Porter e George Gershwin, due geni che hanno saputo unire suoni classici e jazz, ritmo e magnifiche melodie». Mantiene però intatto il senso delle radici. «Il jazz è nato in America da una cultura molto distante dalla mia che vengo da Formia, un piccolo paese della Basilicata. Nel mio cuore ci sono i grandi cantautori italiani: amo Paolo Conte per le orchestrazioni, De Gregori e Dalla a livello di testi, Francesco Guccini per l’onestà di pensiero e Sergio Caputo per la sua ironia e leggerezza».

Per questo i brani di “Storie d’amore non troppo riuscite” sono piccoli cocktail sonori ricchi d’atmosfera, dalla guizzante ma perché alla riflessiva E sar à musica, dalla swingante Non t’ho mai amato a Pezzettini di pazienza, «il brano che più mi rappresenta perché è ricco di citazioni sui personaggi che amo di più come Céline e Monicelli».

Ad accompagnarla nel lavoro (e anche dal vivo) sono «vecchi» marpioni del jazz come Felice Clemente (il primo che ha creduto in questo progetto discografico) ai sassofoni e al clarinetto; Felice Del Vecchio al pianoforte; Pietro Condorelli alla chitarra; Massimo Moriconi al contrabbasso; Massimo Morganti al trombone e Massimo Manzi alla batteria. «Non sono io che canto jazz – sottolinea Claudia – sono loro che creano le suggestioni jazz del mio lavoro». Lei, quando le gira, suona l’armonica come ha fatto al “Blue Note” in una cover di Paolo Conte.

Seguendo il motto «sperare non serve a niente, bisogna lavorare sodo per ottenere qualcosa in questo mondo», Claudia Cantisani dedica tutto il suo tempo alla musica. «Sto lavorando per portare il mio spettacolo in altri luoghi importanti come il “Blue Note”. Riesco a vivere di musica con i concerti, insegnando canto, studiando musicoterapia e promuovendo vari progetti per la scuola».