ILVA, quel sogno industriale finito in pezzi

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In viaggio con Cecilia, il ritorno alla regia della Mangini, prima documentarista del dopoguerra.

di Pierpaolo De Mejo

Pale eoliche che sovrastano le immense radure del Sud Italia. Il simbolo dell’industrialismo che ha conquistato l’ambiente. Due donne in macchina. Una è Mariangela Barbanente, l’altra è Cecilia Mangini. Entrambe pugliesi, entrambe registe. Alla Mangini il nuovo paesaggio piace. “Le pale sembrano averlo scongelato, trasmettono il senso del tempo che passa” dice.
Torna alla regia dopo quarant’anni (prima documentarista italiana dal dopoguerra, collaboratrice di Pasolini) e lo fa per continuare a raccontarci, come ha fatto tante volte, il sogno industriale del Sud andato in frantumi. Titolo del nuovo film è “In viaggio con Cecilia”, diretto a quattro mani dalle due autrici. L’intento è quello di scoprire com’è cambiata la loro Puglia, attraverso l’intreccio di epoche e luoghi, facendo dialogare le immagini d’archivio con quelle del presente.

Estate 2012, un giudice ordina l’arresto di Emilio Riva, presidente dell’ILVA di Taranto, dichiarando che la città è ostaggio dell’inquinamento che l’acciaieria produce. La fabbrica la vediamo ancora lì (fondata sulle ceneri dell’Italsider, che nella provincia pugliese diede vita alla classe operaia). All’ingresso, qualche striscione di protesta stracciato, annunci mortuari. “Gli operai vogliono un lavoro che non li uccida” dice un portavoce dei lavoratori, altri suoi colleghi, invece, sono contro la chiusura dei cancelli. Tante ipotesi, tante domande.
I pescatori hanno visto il loro mare inquinarsi disastrosamente negli ultimi dieci anni e nessuno sa dirgli con esattezza di chi sia la colpa, il registro tumori segna un aumento di bimbi che nascono con malformazioni congenite sia cardiache che non, ma i medici non danno una risposta ufficiale sulle cause.

A Brindisi l’inchiesta della Magistratura si è fermata ancor prima di iniziare. Parlano due ragazzi, maschio e femmina, figli di ex-operai del petrolchimico morti di cancro. Lui ricorda il padre desideroso di giustizia, lei ha fatto un rosario con le pillole che il genitore prendeva contro la malattia.
E i giovanissimi cosa dicono? Cecilia lì va a pescare per le vie dei locali notturni, e si arrabbia nel vederli andare a zonzo con un cocktail in mano, secondo lei sprecano tempo e non difendono i loro diritti.
Il boom economico è storia lontana. E lo testimoniano le lunghe carrellate dei palazzi fatiscenti del dopoguerra, fermi nel tempo co), il film verrà proiettato nelle sale a partire dal 27 gennaio 2014.