Marta Sesana colori e inquietudini

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Pittura tridimensionale tra l’onirico e l’ironico.

di Clelia Patella

Una delle caratteristiche che rendono eccellente un pittore figurativo, e lo elevano al di sopra degli altri a prescindere da ogni ulteriore aspetto, è la sua capacità di dare corpo alle forme. Di creare una pittura estremamente volumica, addirittura tridimensionale; è una qualità che non dipende dalle capacità tecniche (o, meglio, non si esaurisce in esse), ma che fa parte del talento puro di un artista.

Marta Sesana, pittrice milanese, classe 1981, in questo è maestra. Le sue figure umane, così plastiche (anche nel senso dell’apparente materiale: danno infatti l’impressione di essere create con la plastilina), paiono quasi uscire dalla tela. Il loro aspetto surreale passa quasi in secondo piano, rispetto a quanto in effetti appaiano reali grazie al tocco della pittrice. Ed in effetti la surrealtà delle figure di Marta cela invece un approccio più realista, quasi quotidiano, in cui vengono raccontate e dipinte persone che si ritrovano in situazioni comuni – seppur spesso speciali, come nel caso della folla multicolore dei giovani di “Piazza d’Uomo” – così come scenari naturali e non invece luoghi utopici, come nel caso del trittico “La Foresta”. Ma la pittura della Sesana, col suo lavoro che parte dal ritratto di un bozzetto tridimensionale costituito da volumi reali, per poi passare al disegno e all’aggiunta di luci e colori, cerca di rivelare le verità nascoste delle cose raffigurandone dei simulacri, delle metafore. Che si svolgono tra l’onirico e l’ironico, dove il secondo aspetto è la chiave di lettura che permette la contestualizzazione nella realtà quotidiana del primo.

Come si conviene a chi cerchi nella psichedelia uno strumento di approfondimento e non di mero annullamento dell’ego, quindi, le persone e le realtà raffigurate da Marta Sesana vogliono essere decisamente realiste ed espressive, descrivendo una realtà mimetizzata e non naturalistica, in cui si cerca di approfondire l’aspetto emotivo. Ecco il perché del suo utilizzo dei colori, forti e realmente vivi: la cromìa dell’artista ha una funzione fortemente espressionista, i suoi colori hanno il compito di evocare le inquietudini, gli stati d’animo e gli aspetti meno visibili delle persone e delle situazioni ritratte.

Marta Sesana esporrà, dal 13 febbraio al 22 marzo 2014, alla galleria “Antonio Colombo Arte Contemporanea”, nel contesto della doppia personale “On The Border”, assieme a Carlos Donjuan e curata da Luca Beatrice.

1 commento

  1. Che pezzo meraviglioso. Non scherzo, conosco e apprezzo la Sesana da un bel po’, e non riesco nemmeno a capire come in così poche righe si sia riuscito a concentrare tutto quello che è il suo universo, chiarire dubbi in merito, spiegare aspetti che intuivo ma non riuscivo a descrivere… Credo che Marta stessa ne sarebbe stupita, e contenta.
    Brava Clelia, ti seguirò sempre con estrema attenzione.

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