La crisi post-licenziamento di un manager “Fuorigioco”

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Le paranoie di un uomo di mezza età che perde improvvisamente il lavoro nel film di Carlo Benso.

di Pierpaolo De Mejo

Proiettato il 9 dicembre a Roma, al cinema Nuovo Palazzo, l’ultimo film del regista Carlo Benso “Fuorigioco” (prodotto da Rio Film) racconta la storia di un manager d’azienda, Gregorio Samsa (citazione metaforica da Metamorfosi di Kafka), cinquantacinquenne che, nel pieno della propria esperienza e competenza professionale, viene licenziato, ritrovandosi improvvisamente di fronte ad un nulla che si dilata giorno dopo giorno e in preda ad angosciose paranoie.
“Se a un uomo tu gli levi il suo lavoro, il suo posto nella società, mi dici che cazzo gli rimane?” dice con stupore, quasi cadendo dalle nuvole, Gregorio. Oltre alla denuncia, così fortemente attuale, l’opera studia le dinamiche interiori e i meccanismi di sopravvivenza per cercare di afferrare ciò che rimane di uomo ferito e dimenticato. La risposta istintiva ad un fallimento è la ricerca di nuovi stimoli, la sete di riscatto, il desiderio di sentirsi vivi. Ed ecco che, dalle finestre dell’appartamento di fronte, Gregorio rimane profondamente attratto dal corpo sinuoso di una ballerina nel pieno dei suoi esercizi. “La mia ambizione nel raccontare questa storia – racconta il regista – è quella di affermare che la dignità di un uomo non sta nel lavoro, ma è insita nell’essere umano al di là del proprio ruolo nella società. Detto così potrà sembrare addirittura banale, ma penso sia l’unico modo di trovare un’alternativa ad una politica sociale e culturale ormai obsoleta e inumana”.
Ma né la nuova avventura, né l’amore della moglie, né tantomeno i consigli degli amici, sembrano essere d’aiuto al protagonista. La continua ricerca di un capro espiatorio lo trascina prima nella depressione, poi in una folle giostra di violenza dalla quale sembra impossibile uscire. Ed è qui che scopriamo la sua incapacità di reagire, il non sapersi reinventare. “Il film è stato realizzato con pochi mezzi tecnici, nei limiti di una produzione assolutamente indipendente in cui sono confluiti la passione e il desiderio di chi è stato coinvolto nell’impresa: giovani appena diplomati nelle scuole di cinema e un cast importante che ha partecipato con entusiasmo al progetto. Tutto questo con l’obiettivo di riuscire a raccontare una storia, a nostro avviso, urgente e capace di dare uno sguardo originale e autentico sulla crisi che sta divorando l’occidente”.
Tra i protagonisti troviamo gli attori Toni Garrani, Nicola Pistoia e Crescenza Guarnieri.