Spaghetti story: quei trentenni in cerca d’autore

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Esce nelle sale il lungometraggio del giovane Ciro De Caro girato in soli 11 giorni.

di Pierpaolo De Mejo

Presentato a Roma il nuovo lungometraggio del regista emergente Ciro De Caro. Il film uscirà nelle sale italiane a partire da giovedì 19 dicembre.

Roma: città del Cinema e delle belle speranze. Ma i trentenni di oggi sono in grado di viverci? Affitti troppo alti, crisi, lavoro che manca. Sono solo alcune delle difficoltà che vanno ad aggiungersi al loro spaesamento e alla loro patologica ansia di crescere. Ciro De Caro fa il suo esordio nel lungo con uno spaccato generazionale fresco e genuino. Valerio (Di Benedetto) è un attore che non trova ingaggi e che vive di lavoretti e di espedienti. Ha una fidanzata (Sara Tosti) che studia e che si sente pronta per costruire una famiglia, e una sorella (Rossella D’Andrea) il cui unico sogno è di diventare chef di cucina cinese. L’amico di sempre, Scheggia (Cristian Di Sante), che vive a casa con la nonna, è un pusher apparentemente cinico che nasconde un cuore tenero e leale.

Il passaggio all’età adulta, per loro, sembra difficile, se non impossibile. Frequenti litigi, ognuno giudica l’altro senza criticare se stesso. La svolta arriva di colpo: Mei Mei, prostituta cinese, entra a far parte delle loro vite. “Ho voluto raccontare la mia generazione, troppo spesso dimenticata dalle commedie giovanili che vanno per la maggiore”, dice il regista. “Il film racconta di ragazzi che conducono vite dagli orizzonti circoscritti, che hanno animi non ancora corrotti, e, seppur costretti in problemi più grandi di loro, scelgono di correre in aiuto di chi si trova in difficoltà”.
E c’è anche spazio per un classico degli ultimi anni: la parodia del sistema cinematografico italiano (troviamo la tipica scena del provino col regista di Cinema menefreghista; l’agente di attori che si fa negare al telefono e dice di essere in riunione). Il messaggio, ormai, è strachiaro: la nuova generazione di cineasti ne ha abbastanza di come vanno le cose nell’ambiente. “Spaghetti story rappresenta la mia generazione anche e soprattutto per il modo in cui è stato realizzato. Il titolo fa riferimento a un modo tutto italiano di fare le cose: semplice, economico, anche povero se vogliamo, ma non per questo privo di creatività, ingegno, passione.
Abbiamo girato con un’attrezzatura ridotta e in soli undici giorni. Spero che, guardando il film, i giovani si sentano invogliati a seguire la mia stessa strada, guardando alla mancanza di mezzi non come un limite ma come un’opportunità che ne stimoli ancor più l’inventiva”. Dopo la presentazione per la stampa (6 dicembre a Roma), Spaghetti story verrà proiettato nelle sale italiane a partire dal 19 dicembre.