In ReCuiem c’è tutto l’amore del mondo

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Valentina Carnelutti gira e autoproduce un intenso corto sulla storia della famiglia.

di Pedro Armocida

La curiosità e l’amore per la vita e per l’arte sono l’unico orizzonte possibile di Valentina Carnelutti, classe 1973, due volte mamma, da giovanissima, e non è un caso. E tutto torna. Perché ora ha (ri)preso in mano una sceneggiatura scritta quando le figlie erano piccole e l’ha trasformata nel corto, ma lungo 20 minuti, ReCuiem, che sarà presentato il 27 novembre in concorso al Torino Film Festival. Valentina Carnelutti è l’attrice di talento che abbiamo imparato ad apprezzare con registi eterogenei come Marco Tullio Giordana (La meglio gioventù), Theo Angelopoulos (La polvere del tempo), Vittorio Moroni (Tu devi essere il lupo), Paolo Virzì (Tutta la vita davanti), Angelo Orlando (Sfiorarsi di cui ha anche scritto la sceneggiatura), Pippo Mezzapesa (Il paese delle spose infelici) e che ora sta vivendo una popolarità diversa e più ampia nei panni di Veronica Colombo in Squadra antimafia 5 su Canale 5. “Sto già girando la serie successiva – rivela l’attrice al Giornale Off – e devo ammettere che, se prima ero un po’ scettica, ora ho iniziato ad amare un ruolo così coraggiosamente diverso da me”.

Ma torniamo a ReCuiem, un film autoprodotto e realizzato con tutto l’amore del mondo. E si vede. “Nasce da un racconto breve che ho scritto più di dieci anni fa. Ho due figlie, oggi maggiorenni, che crescevano con me, e spesso mi sono chiesta che ne sarebbe stato di loro se fossi morta”, dice Valentina Carnelutti che ha realizzato un film così personale e intimo da scuoterti dentro, toccando corde che, paradossalmente, fanno male e leniscono allo stesso tempo. Con i fratellini Leo (Flavio Palazzoli) e Annetta (Irene Buonomo) che si svegliano al mattino mentre la loro mamma Emma (Teresa Saponangelo) dorme ancora nel suo letto. E sarà così per tutto il giorno. Fino a che l’ambiguità non verrà sciolta dall’arrivo del fidanzato della mamma interpretato da Tricarico. Sì proprio il cantautore dell’autobiografica e celebre Io sono Francesco che, ormai 13 anni fa, dava della puttana alla maestra – censurata in radio – per via di quel tema sul papà che lui però aveva perso a tre anni.

Il bello è che il meraviglioso sodalizio artistico dai vasi comunicanti tra i due continua tuttora con Valentina Carnelutti, che ha appena diretto e interpretato il videoclip della canzone di Tricarico Le conseguenze dell’ingenuità, la cui musica è presente anche nel corto. E tutto torna.