Aniceto il DJ per il latte contro la droga

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Celebre per il remix dell’Inno di Mameli, il DJ combatte la droga nelle discoteche.

di Antonio Lodetti

“Abbasso la droga W il latte” è uno dei motti di DJ Aniceto, che da anni, dall’interno delle discoteche, combatte contro la droga, l’acool e contro tutte le dipendenze. “Sono un disc jockey un po’ diverso dagli altri – si racconta Aniceto – un dj del popolo che fa musica per la gente comune, mi piace bere il latte e trasmettere ideali semplici.”

“La migliore trasgressione nel terzo millennio è quella di essere puri. Oggi la vita è difficile, quindi bisogna affrontarla con lucidità. Dico no alla droga e all’alcool, le emozioni i giovani devono trovarle soltanto nella musica“. Provocante e provocatorio Aniceto, che ha iniziato a far ballare la gente a Salerno per poi tenere centinaia di set in Italia e in mezza Europa. “Faccio tante serate in Russia, Romania, Uzbekistan, dove i ragazzi sono un po’ più indietro di noi musicalmente e amano molto la musica italiana di Celentano e Al Bano. Quando metto la mia versione di Nel blu dipinto di blu, o meglio Volare, impazziscono letteralmente. Sono andato anche a Shangai e ci tornerò molto presto, oramai la mia è una missione”.

Malato di disco music, Aniceto divenne improvvisamente famoso quando fece un remix di Faccetta nera. “Nessuno aveva mai fatto una cosa del genere, portare la canzone politica in discoteca, e la mia idea fece molto rumore, così, per non scontentare nessuno, incisi anche Bandiera rossa“. Poi toccò all’Inno di Mameli (“Ciampi mi fece i complimenti”) che ha colpito Piero Chiambretti, che mi ha portato in tv a fare programmi intelligenti, ironici e mai volgari in cui, tra l’altro, mi scontravo con artisti come Morgan e i Club Dogo”.

Le sue radici musicali, strano a dirsi, sono nel jazz. “Mio padre aveva un’enorme collezione di vinili jazz. A 7 anni mi annoiava molto quel suono, ma pian piano ho imparato ad amare quei capolavori di Louis Armstrong, Duke Ellington, musica dell’anima che mi ha influenzato nelle mie scelte artistiche”. E il rock? “Lo rispetto ma non mi piace, anche se a volte trasmetto Simple Minds e U2; io punto al divertimento e, anche se nei locali c’è la predisposizione al bere, lancio le mie campagne per aiutare i ragazzi”.
DJ Aniceto infatti è da tempo membro della consulta nazionale degli operatori ed esperti del Governo nel dipartimento antidroga ed è testimonial del ‘Camper della Prevenzione’ di una nota comunità terapeutica.