UNDERDOG più OFF dell’OFF

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di Nino Spirlì

Tutto era OFF, quella sera a Taurianova, nel cuore della Piana. Il piglio dei ragazzi dell’associazione Mammalucco che hanno organizzato il concerto, la frenesia di camerieri e patron della Birreria 34, subissati da comande alcoliche a innaffiare tagliate di bisonte e umidi di capriolo, l’eleganza di strada del gruppo più rivoluzionario della musica globetrotter che si possa ascoltare e palpare nella sana provincia italiana ed europea.

Underdog viene da Roma, ma, forse, parte da molto più lontano. Un mix sapientemente dosato di sonorità jazzistiche e stili ispirati a Kurt Weil, Nick Cave, Tom Waits e all’elaborazione musicale di gruppi come Einstuerzende Neubauten, Brainiac e Primus.

Magica complicità è quella che avvolge le note del basso di Diego Pandiscia attorno alla voce extraterrestre di Basia. Una bellezza d’altri luoghi e dimensioni, lei. Impalpabile, sembra, quando modula una voce a tratti inumana. Quasi uno strumento musicale. Sostenuto dal piano e dalla batteria che si fondono in un’unica soluzione dando vita a “un qualcosa di indefinibilmente bello e che sa di divino” che difficilmente ascolti in giro per locali. Che sa di Charles Mingus e della sua meravigliosa rivoluzione musicale. Delle sue improvvisazioni collettive. Dei suoi gruppi musicali inimitabili per arrogante bravura. Mai, prima di lui. Poco, dopo di lui. Ecco, sì. Underdog non sono mai scontati. Eredi di quel mito a cui si ispirano, esplodono, poi implodono, ed esplodono, inaspettatamente. Creano suono puro che va oltre ogni definizione. Un ordine anarchicamente preciso, si direbbe. In cui ogni nobile strumento, voce compresa, sembra seguire un cammino personale ben cosciente dei luoghi d’incontro con gli altri della band non band.

Underdog non è un vero e proprio gruppo. Trattasi di progetto in progress. Attorno al cuore palpitante, Pandiscia e Basia, arrivi a godere del concerto di ben sette elementi. Un caleidoscopio colorato di suoni. Un fiume di note ordinate e precise come regola matematica, che sembrano voler scappare da ogni singolo strumento e che, invece, ne escono solo opportunamente accompagnate dalla voce più demoniacamente melodiosa dopo Callas. Proiettate come ombre colorate sulle pietre delle pareti del 34, le sagome degli Underdog si sono fermate ben oltre la durata del concerto. Fissate dallo stupore di estimatori e avventori casuali. Underdog è in giro per la Sicilia. Poi, in Italia e all’estero. Non perdeteveli.

Keep Calm Tour

20.11: Agrigento, Open Space Theatre

22.11: Sorrento, Marianello Jazz Café

23.11: Cerignola (FG), Ex-Opera

24.11: Villalba di Guidonia (RM), Dissesto Musicale

28.11: Roma, Planet (Ex-Alpheus)

30.11: Terni, FAT