Gli occhi di una donna “Dal profondo” di una miniera.

0
84

Esce oggi in anteprima il film vincitore della sezione “Prospettive Doc” del Film Festival di Roma.

di Pierpaolo De Mejo

Presentato al Festival di Roma, esce nelle sale il film di Valentina Zucco Pedicini. Racconto della vita sottoterra nei pozzi Nuraxi Figus.

“Sognavamo il mare. Volevamo essere marinai. Ma apparteniamo alla terra, all’oscurità”. Stretti tra le pietre, schiacciati tra la polvere e il silenzio, sono i minatori della Carbosulcis, ultima miniera di carbone in Italia. Il documentario di Valentina Zucco Pedicini racconta la loro storia a cinquecento metri di profondità. Cunicoli bui, trivelle che lavorano incessantemente, umidità, corpi ricoperti di terra. E poi ci sono le dure lotte sindacali contro la chiusura della miniera, con gli operai che occupano i pozzi Nuraxi Figus. Nei loro occhi, i fantasmi dei padri che volevano per i figli un futuro migliore. Ma fare il minatore sembra quasi una maledizione o un desiderio inconscio. Volti spenti e semidormienti quando si scende; goliardia e canti di festa quando si risale per la doccia. Ad accompagnarli incessantemente ci sono tante paure: dei tumori ai polmoni, degli incidenti sul lavoro, di non rivedere più la luce del giorno. “È stato come attraversare da unico superstite un mondo scampato all’apocalisse – racconta la regista -. Scendendo in profondità, ho sentito un forte istinto di riportare la vita in questi luoghi, di capire, di interrompere il silenzio assordante tra le macerie”. Oltre alla vita lavorativa degli operai, ciò che emerge prepotentemente è la potenza visiva dei luoghi, valorizzati dai movimenti di macchina e dalla fotografia che riesce a trasmettere appieno i toni antracite. Ma la vera protagonista tra tutti è Patrizia, unica donna tra 150 uomini. Anche lei ha seguito le orme del padre, e ha il figlio di 25 anni che lavora accanto a lei e che spera di non rovinarsi i polmoni come il nonno. “Ricordavo un film di De Seta sui minatori; la compostezza di questi uomini, la fierezza, la dignità. Ma volevo le donne. Sapevo che c’erano state e che mai nessuno ne aveva raccontato i dolori, come se morire all’aria aperta accanto ai propri mariti valesse meno di morire schiacciate da macchinari difettosi. Patrizia era tutto quello che cercavo. Scendere con lei, anche solo una volta, in miniera, ha determinato lo stile del film. Un film ambientato sottoterra, al buio, dove la natura ostile ha costretto i protagonisti e la troupe a nuove forme di adattamento, siano esse lavorative e fisiche, siano espressive e filmiche”. Dopo la presentazione al Festival di Roma, e le proiezioni al Cinema L’Aquila di Roma (19 e 20 novembre), Dal Profondo verrà proiettato in altre sale italiane.

Ecco le prossime proiez. del documentario DAL PROFONDO:
19 nov. BOLZANO Cinema Film Club
21 nov. TRENTO Cinema Astra
22 nov. CARBONIA Teatro Centrale
23 e 24 nov. CAGLIARI Cinema Greenwich
25 nov. CATANIA Cinema King
1 dic. FIRENZE Festival dei popoli
4 dic. NUORO Multiplex Prato
4 dic. MILANO Cinema Milano a Memoria
4 dic. VICENZA Cinema Araceli
9 dic. NARNI Cinema Mario Monicelli
9 dic. TORINO Cinema Massimo