Tanta ironia e un po’ di pepe su quei Tacchi misti

0
172

Nella pièce Tacchi misti al Belli di Roma in scena tanti prototipi del mondo femminile.

di Francesco Sala

È la rivelazione di quattro attrici bravissime: “Tacchi misti”, liberamente tratto da Accessories della giovane scrittrice americana Gloria Calderon Kellett, in scena al Teatro Belli di Roma fino al primo dicembre. Lo spettacolo diretto da Ferdinando Ceriani è interpretato da: Carla Ferraro, Silvia Siravo, Corinna Lo Castro e Valentina Martino Ghiglia;  potrebbe somigliare a un pazzo e rutilante speed date. Si intrecciano e si presentano al pubblico tanti prototipi femminili: la remissiva, la cacciatrice, la suora, la mamma, ecc.. Regole e cambi degli intrecci sono scanditi da una regia dal ritmo serrato e divertente. Tante combinazioni, caratterizzazioni, cambi anche di costume, sfoghi, scintille seduttive, ironiche, che scoccano dalla scena in platea, per gioco, divertimento; accendono in chi guarda anche una riflessione su questa società: così veloce, liquida, che a volte somiglia proprio a un frenetico “speed date”privo di senso. Ci sforziamo di apparire, di piacere, di conquistare l’altro e non sappiamo più desiderare veramente. I racconti della Kellett sono di ambientazione statunitense e hanno atmosfere da Rodeo bar, daTex Mex della West Coast, oppure da lettino psicanalitico newyorchese. La famiglia classica di provenienza dei personaggi è quella che la mattina falcia il prato e trova la bottiglia del latte fresco vicino alla porta di casa. È la desolante e globalizzata “american way of life”. Un merito del regista Ceriani è anche quello di aver trasposto e avvicinato i personaggi e i racconti al nostro mondo: c’è una esilarante vigilessa romana, una perfetta casalinga moderna, una conturbante Eva di oggi, una docente di sesso che illustra il suo sito scandendo il “punto org”, c’è una specie di Wanna Marchi che reclamizza l’olio di serpente come panacea di tutti i mali e corroborante sessuale.

Tacchi misti al teatro Belli rivela nel suo insieme un particolare feeling anche tra le attrici protagoniste(tutte provenienti dall’Accademia Silvio d’Amico), che oggi in scena si divertono molto. Un suggerimento alla produzione per i prossimi progetti: squadra vincente non si cambia. Successo alla prima.