CON LA CULTURA SI MANGIA

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La prima settimana di vita di un figlio è sempre quella nella quale non si chiude mai occhio, un po’ per l’adrenalina che scorre nelle vene come un fiume in piena, un po’ perché quando nasce una nuova creatura non sai mai bene da che parte prenderla. Insomma, hai paura di sbagliare, hai l’ansia da prestazione.
Così è stata per me la prima settimana de ilgiornaleOFF: a 22 mesi dalla nascita di mia figlia Luce, sono tornato a essere papà! Sia chiaro in futuro cercherò di non essere troppo apprensivo con il figliol prodigo; è giusto che venga su con le proprie gambe, però un po’ di emozione c’è stata tutta, non la nascondo.
Nel web parlano i numeri, le visite che ogni singola pagina del sito riceve, quindi comincio subito col ringraziare i tantissimi lettori che in soli 7 giorni hanno già formato uno zoccolo duro che ci legge quotidianamente.
Come avete visto abbiamo cercato di dare spazio a giovani che cercano visibilità affiancando il racconto delle loro performance alle testimonianze di grandi personaggi affermati, che nelle mie audiointerviste ci raccontano, ognuno con uno stile diverso, gli inizi della carriera.
Tra tutti il mito Ornella Vanoni che durante la telefonata ha intonato per noi Love is a losing game di Billie Holiday.
Altre sorprese ci aspettano questa settimana con un ‘politicamente scorretto’ Red Ronnie, con un imperdibile racconto di Pasquale Squitieri e con la Signora del teatro, Monica Guerritore. Naturalmente seguiremo tutti i giorni gli eventi degli artisti emergenti più interessanti in giro per l’Italia. Li andremo a prendere direttamente a casa loro, come ha fatto il nostro inviato speciale ‘la vecchia checca’ Nino Spirlì, che ha scoperto, tra le bancarelle di un famoso mercatino dell’usato di Roma, un teatro molto OFF, Lo Spazio. Qui gli attori Senza Santi in Paradiso si finanziano da soli, senza piangere una lira allo Stato e senza nessuna copertura politica diventano sponsor di se stessi.
È questo, per me, il futuro dell’intrattenimento culturale in Italia: l’ingresso del privato. Le aziende che investono nello spettacolo dal vivo sono detassate del 100% della somma investita. Sono i famosi tax credit e tax shelter, un incentivo dello Stato che rivoluzionerebbe il mercato. Libertà d’impresa=libera creatività. Non più finanziamenti dalla politica in cambio di militanza. Un’utopia nel Paese delle troppe tasse, della troppa burocrazia, delle troppe intercettazioni, e visto che noi intercettiamo soltanto il talento, sogniamo di diventare la vetrina delle tante eccellenze artistiche italiane. E a quanto pare ce ne sono tante.

“Bisogna fare della propria vita come si fa di un’opera d’arte, disse un tal Gabriele d’Annunzio, uno che volò su Vienna ed occupò la città di Fiume (non il teatro Valle!). “Con la cultura non si mangia” ribatté un secolo dopo un noto professore che amava i tagli.
Noi che ci sentiamo molto più vicini al Vate osando sempre con la cultura ci mangiamo  e stiamo lavorando perché tanti altri italiani possano mangiarci in futuro.

Ne siamo così sicuri, che qui al giornaleOFF abbiamo appena apparecchiato la tavola!