Quando al mare papà ci filmava con il Super 8

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di PierPaolo De Mejo

Prendi tutti i filmini di famiglia delle vacanze al mare che gli italiani hanno girato tra gli anni ’20 e gli anni ’80, seleziona le immagini più belle e curiose, mettici la voce fuori campo di un attento osservatore e ne verrà fuori un film ironico, ma quanto mai descrittivo, sulla nostra società nel XX secolo.
Ermanno Cavazzoni, scrittore e sceneggiatore italiano (dal suo primo romanzo, Il poema dei lunatici, Federico Fellini trasse il suo ultimo film, La voce della luna), fa il suo esordio registico con un documentario realizzato utilizzando esclusivamente i vecchi filmini di famiglia su pellicola conservati e salvati a Bologna nell’archivio di Home Movies.
“I filmini casalinghi sono fragili documenti dell’ovvio quotidiano, della vita di chiunque nella sua banalità e ritualità – afferma Cavazzoni -. Il film ricompone l’enorme quantità di spezzoni sulle vacanze marine in una sorta di rito collettivo fatto di momenti, comportamenti, scenografie balneari e personaggi sempre uguali e tipici, come probabilmente li vedrà un occhio del futuro. Primo capitolo di un’antropologia del XX secolo, quando l’umanità, si dirà, andava sulla riva del mare in temporanee incomprensibili migrazioni”.
In un possibile domani, chissà, le ferie e le vacanze al mare non esisteranno più, e tutto verrà visto con occhio diverso. La voce narrante di Cavazzoni, difatti, si interroga, attraverso la lente straniata del reperto, come farebbe un antropologo del futuro. Ci presenta i giochi dei bambini, i castelli di sabbia, le tattiche di adescamento del maschio italiano (in costume e sigaretta sghemba), i corpi scatenati e sudati nelle balere. E una domanda su tutte sembra destinata a rimanere senza risposta: perché orde di persone ogni estate si riversano sui litorali italiani per sottoporsi al patimento dell’esposizione solare?
“Uso le immagini come fossero gli ultimi reperti sopravvissuti da interpretare, e descrivo gli uomini come fossero guidati da istinti animali: scavare buche con la paletta, stendersi al solleone, corteggiare con modalità stereotipate le femmine, stare in piedi come trampolieri nel bagnasciuga, ecc. E poi la notte balneare, coi suoi riti danzanti, gli spettacoli di terza categoria, l’elezione della miss stagionale, fino all’alba, con la sua quiete e le sue sorprese oniriche”. Vacanze al mare è in concorso nella sezione “Prospettive Doc Italia” del festival di Roma 2013 e verrà proiettato, in anteprima assoluta, il 12 novembre p.v. presso l’Auditorium Parco della Musica.